Come il Leone è il re degli animali, l'Aquila è la regina degli uccelli, simbolo di forza,
potere e prestigio.
Ha il dominio totale dell'aria e la capacità di sfidare il sole; è stata scelta come simbolo da grandi eroi, re o capi di stato come Cesare e Napoleone, ma era anche l'uccello preferito di Zeus, e per finire uno dei simboli di Cristo.
Chiamato anche "uccello di fuoco" perchè riesce a sostenere con la sua vista i raggi del sole. Associata al serpente, nella raffigurazione lo tiene stretto tra gli artigli, rappresenta la luce, il cielo, le forze eccelse contro le forze oscure, il potere del bene sul male, le profondità della terra, quindi idealmente l'esaltazione della vittoria del giusto.
Nel Nuovo Testamento è associata all'evangelista Giovanni in quanto come si credeva che l'aquila potesse fissare il sole, anche Giovanni potè fissare la profondità della divinità, intesa come volare sopra l'umana debolezza e contemplare la luce della verità, della vita eterna che Dio ci ha elargito.
Secondo gli antichi l'aquila poteva rinnovare la sua giovinezza immergendosi per tre volte in una sorgente
di acqua pura, da questo i Cristiani usarono l'aquila come simbolo del battesimo, infatti il peccatore doveva
immergersi per tre volte nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Usata in araldica è tuttora presente in molte bandiere o stemmi ufficiali.
Nella sua ambivalenza, il suo modo di afferrare le prede e divorarle, da l'idea di una volontà di ferro e una
grande tenacia, diventando crudele e senza sentimenti.
Non mostra debolezze ne pentimenti, ma solo una grande forza.


