Fuoco: l'origine stesso della vita, ma attenti anche il fuoco nasconde una minaccia.
Se la fiamma è troppo intensa, porta a consumare una persona, non solo esternamente ma in profondità, nell'anima.
Nei riti, o in molte pratiche religiose, il fuoco viene sempre mantenuto attivo, la sua estinzione è segnale di morte.
Nello Zoroastrismo, il fuoco ha un ruolo predominante, sia nell'antichità che ai giorni nostri; nel periodo sassanide venivano tenuti accesi tre fuochi: il Flambag per i sacerdoti, il Gushnasp per i guerrieri e il Burjin Mitro per i lavoratori.
Associato all'acqua gli vengono dati poteri uguali di fertilità e abbondanza.
In tutte le epoche e in tutte le parti del mondo, il fuoco è gradito agli dei e l'uomo lo offre a loro per venerarli sotto forma di olocausti o accendendo in onore a loro lampade, candele o ceri.
Nella storia greca si racconta che Prometeo rubò una scintilla di fuoco a Zeus e la donò agli uomini, fu punito per quell'atto sacrilego, incatenato sul monte Caucaso gli fu divorato il fegato da un'aquila mandata da Zeus.
Per la Chiesa il castigo divino colpisce la terra dal cielo con fulmini,
sulla terra stessa con incendi e siccità, nelle viscere profonde invece ecco l'inferno con fiamme e tizzoni ardenti.
Prende così un doppio significato simbolico, distruttrice e purificatrice.
Nel periodo dell'Inquisizione venivano bruciati sul rogo gli eretici e le streghe,
per risanare le anime possedute dal diavolo, corrotte-sporche-immonde.
La purificazione è il fuoco, il fumo che emana è l'anima che si innalza senza il male, pulita e purificata.
Nelle pratiche magiche il fuoco è l'elemento che ha il potere di distruggere, per gli indios equivale all'anima che brucia,
per gli stregoni bruciare una foto, una bambola raffigurante una tal persona serve a ferire o addirittura uccidere quella persona.


