Ginseng dal greco Pan-oxos ossia che guarisce tutto, dal cinese re-sheng cioè uomo radice. Contiene vitamina B 12, utile nella formazione di globuli rossi, olii essenziali, ginsenisidi, sostanza antiossidante, ottimo tonico per tutto l'organismo, infatti influisce in modo consistente nel rilascio del cortisolo, questo ormone stimola il sistema nervoso, e contrasta i danni causati dallo stress, dal freddo, dai cambi di clima.
Potenzia e migliora le difese immunitarie proteggendo l'organismo dall'attacco di virus e batteri, dalla stanchezza e debolezza. Mentalmente aiuta la memoria e l'efficenza psichica. Ideale anche come afrodisiaco, mentre a livello cosmetico viene usato contro le rughe, il colorito giallo e per i capelli sfibrati.
Attenzione a non assumerne troppo in quanto può provocare nervosismo, irrequietezza, mal di testa e fatica a dormire, essendo un stimolante.
In Asia al Ginseng è stato dedicato un aforismo: " Il genere umano ha la sua più alta espressione nel saggio, il mondo minerale nell'oro, le pietre preziose hanno la sua regina nella giada e il mondo vegetale ha il suo rè nel ginseng".
Considerata una pianta miracolosa, in oriente è usato da 4000 anni, per fortificare lo spirito, e allungare la vita, mentre in Corea usano le radici della pianta appesa al collo: aumenta la conoscenza, protegge la salute, attira la fortuna e aumenta le percezione sensoriali. Bruciare una radice di ginseng, in un dato modo, allontana i malefici e attira le protezioni.
Una leggenda racconta di un monaco di indubbia bontà che maltrattava un suo giovane discepolo. Questo giovane quando era solo riceveva la visita di un ragazzo che lo rincuorava e lo proteggeva. Quando il monaco scoprì queste visite, obbligò il giovane ad attaccare un filo bianco alla veste del visitatore per seguirlo. Scoprì che il filo finiva in una pianta di ginseng, quindi fece estirpare la pianta la mise a bollire e la mangiò, dando da bere l'acqua di ebollizione al cane. L'acqua era miracolosa e il cane appena vide il monaco lo assalì divorandolo, liberando così il giovane dalla cattiveria del monaco.


